Primo Summer Camp sardo per i ragazzi ad Alto Potenziale!

Il 27 luglio è terminata la settimana dedicata al Summer Camp sardo che ha visto 27 ragazzi dai 5 ai 13 anni sperimentare, condividere e scoprire sé stessi in contesti significativi e laboratoriali.

Grazie ad un’idea nata dalla Prof. Zanetti M.Assunta direttrice del LabTalento di Pavia in collaborazione con la Dott.ssa Foscoliano Maria e tutto lo studio psicologico Kaleidos di Cagliari e l’Associazione Plusdotazione Sardegna è stato possibile realizzare il primo Summer Camp in Sardegna per i ragazzi plusdotati.

Nel viaggio cognitivo e relazionale intrapreso, i ragazzi sono stati coinvolti in un percorso che è partito dalla ricerca delle proprie origini con l’aiuto dell’archeologa Ilaria Montis, proseguito alla scoperta del proprio corpo e della gioia nel movimento grazie all’Associazione sportiva Farecontatto,  e poi approdato al mondo virtuale e le sue sfide con la guida di Alessia Luca, Formatrice professionale e Instructional Designer.

Parallelamente al coinvolgimento nel percoso, i ragazzi hanno elaborato un diario di bordo alla scoperta di sé stessi e delle proprie passioni con l’aiuto della Dottoranda Silvia Murru e della laureanda Giulia Zanetti.

Nelle giornate del 23 e del 27 luglio, apertura e chiusura del SummerCamp 2018, la Prof.Zanetti ha avuto l’occasione di incontrare gli insegnanti e i genitori illustrando loro le principali caratteristiche dei ragazzi APC (Alto Potenziale Cognitivo) e offrendo la sua esperienza in un parent trainingper la gestione della loro ‘intensa emotività’.

Si è inoltre ribadita la necessità per la scuola di adottare percorsi di arricchimento individualizzati e strategie efficaci atte ad aiutare e a sviluppare il potenziale cognitivo, andando quindi incontro ai bisogni specifici di questi ragazzi.

L’esperienza del Summer Camp si è rivelata un cammino costruttivo che ha incontrato le necessità  e i bisogni cognitivi dei ragazzi APC senza trascurare l’aspetto emotivo relazionale così particolare e ‘intenso’ che caratterizza lo sviluppo evolutivo di ognuno di loro.

Si ringrazia la Prof.ssa Zanetti M.Assunta per il suo encomiabile contributo, la Dott.ssa Foscoliano Maria e lo Studio Kaleidos, il Dirigente Dott.Vincenzo Pisano dell’Istituto Comprensivo Porcu Satta n°1 di Quartu Sant’Elena che ha sostenuto l’iniziativa e la Dirigente Anna Maria Maullu che ha ospitato l’evento nelle giornate del 23 e del 27 luglio nel Liceo Scientifico Brotzu a Quartu S.E. e tutti coloro che hanno contribuito a rendere questa esperienza unica e significativa che apre una nuova pagina nel campo dell’Alto Potenziale Cognitivo in terra sarda.

Referente Plusdotazione
Ins. Giovanna Wiplinger Croce & Staff Plus.dot.Azione Sardegna

 

 

Accendi la mente del tuo bambino – parte 1

Dal libro ‘Light up your child’s mind’- ‘Accendi la mente del tuo bambino’ di Joseph Renzulli e Sally Reis con Andrea Thompson

CREATIVITA’ SOCIALMENTE COSTRUTTIVA: CAMBIARE IL MONDO (ALMENO UN PO’)

Melanie era una ragazzina timida, tranquilla conosciuta per la sua gentilezza. In quinta elementare, ogni mattina, osservava dal finestrino dello scuola bus, l’autista che si fermava per prendere un ragazzino minuto dall’aspetto un po’ trasandato. Sua madre doveva incoraggiarlo a salire e quando neanche questo funzionava, lo spingeva affettuosamente.

Dopo qualche settimana, l’interesse di Melanie crebbe sempre di più per questo ragazzino con gli occhiali spessi, con grosse lacrime che generalmente rigavano il suo volto. Dopo qualche domanda Melanie seppe che frequentava la seconda elementare, il suo nome era Tony, ed era ipovedente.

La bambina cominciò a raccontare di Tony alla mamma che, la incoraggiò a sedere davanti sull’autobus con lui e a parlargli. Il giorno dopo seguì il consiglio della madre e chiese al bambino perché stava piangendo.

“Odio la scuola – disse Tony sommessamente – “Bè, a molti di noi non piace assolutamente andare a scuola,” disse Melanie, “ma nessuno di noi piange mentre sale sull’autobus.” Tony spiegò che i bambini lo prendevano in giro per via dei suoi occhiali; qualche volta lo facevano inciampare mentre entrava nell’edificio scolastico; gli venivano dati libri fatti apposta per lui con le lettere stampate con caratteri grandi per le materie scolastiche, ma non riusciva a trovare nella biblioteca della scuola qualcosa che potesse leggere per puro divertimento. “Quando tutti vanno in biblioteca, devo far finta di leggere perché non riesco a trovare libri stampati con lettere abbastanza grandi per me.” Melanie gli fece ancora qualche domanda e scoprì che amava i libri di avventura, le storie misteriose e libri di sport.

Melanie ci pensò un po’ e andò dalla sua insegnante preposta per l’arricchimento del curricolo (in America esistono figure preposte per l’estensione del programma dei bambini/ragazzi AP) con l’idea di fare in modo che Tony diventasse il ‘suo progetto.’ L’insegnante l’aiutò a delineare un piano per il progetto. Dapprima Melanie fece in modo che Tony fosse sempre scortato da due ragazzi un po’ più grandi che si facevano rispettare a scuola, soprattutto all’entrata, sull’autobus e durante la mensa. E così la ‘presa in giro e gli assalti’ si spensero e Tony venne considerato come un ragazzo ‘figo’ perché aveva le sue rispettabili guardie del corpo. Poi coinvolse i ragazzi degli ultimi anni della scuola Primaria e del primo anno della scuola Media noti a scuola perché sapevano scrivere bene, e creare così libri stampati con lettere grandi e che trattassero argomenti relativi agli interessi di Tony: sport e storie avventurose. Melanie diventò l’editrice e la produttrice della serie ‘Tony’. Nell’arco di molti mesi questo progetto produsse un notevole cambiamento in Tony che non odiava più la scuola. Era molto orgoglioso dei ‘suoi’ libri soprattutto perché altri ragazzi li consultavano anche perché ormai facevano parte di una sezione speciale della biblioteca della scuola dedicata alla sua serie. Tony divenne dunque una specie di celebrità a scuola.

Quando a Melanie furono chieste spiegazioni riguardo al suo lavoro rispondeva: “Bè, non ha cambiato il mondo ma almeno ha cambiato la vita di un piccolo bambino”.
Melanie amava il “suo progetto” e quando crebbe diventò un’assistente sociale.

’Nessuna società può sostenere sé stessa a meno che i suoi membri non abbiano imparato la sensibilità, le motivazioni e le capacità coinvolte per assistere e prendersi cura di altri essere umani. Eppure la scuola, che porta in sé la responsabilità primaria di formare i giovani ad una effettiva partecipazione alla vita adulta, non offre ampie opportunità dove questa tipologia di apprendimenti possano aver luogo.’
(Psicologo sociale Urie Brofenbrenner)

Esperienza nel Connecticut – Confratute 2017 – 2 parte


La giornata cominciava presto alle 6:30 con una passeggiata di un’ora per chi desiderava visitare il bellissimo college del Connecticut con fattorie stile americano: cavalli, mucche e tantissimo verde che ogni giorno si presentava con sfumature di colore diverso a seconda del cielo che incorniciava una natura rigogliosa costituita da laghi e fontane, scoiattoli che passeggiavano liberi tra gli alberi e i prati in fiore.

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Esperienza nel Connecticut – Confratute 2017 – 1 parte

Quasi due anni fa cercando in rete materiale formativo sui gifted, incontrai virtualmente l’emerito Prof. Renzulli del Connecticut, di origini italo-americane che già negli anni settanta parlava di giftedness e di una nuova visione di scuola dove i protagonisti dell’apprendimento erano decisamente i ragazzi, i loro desideri e i loro interessi.

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Il concetto di plusdotazione

I bambini ad alto potenziale sono dotati di un dono che li rende speciali: eccezionali e fragili, precoci cognitivamente ma estremamente bisognosi di cure e attenzioni dal punto di vista emotivo e sociale.

‘I bambini gifted tendono ad essere più intensi, più sensibili, e più inclini a provare estremi emotivi, come esuberanza e disperazione’. Kazimierz Dabrowski, psicologo.

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